Toren come Ico?


A volte ci sono giochi che restano nel mito e nonostante l'età riescono ad affascinare più che altro grazie al loro concept ed al carisma delle ambientazioni oniriche, questi erano infatti i punti di forza di Ico e Shadow of the Colossus che adesso hanno un seguace spirituale in Toren.
Il titolo realizzato dai brasiliani Swordtales si è rivelato molto divertente ma non privo di difetti, chi guarda solo il comparto tecnico bollerà questo gioco come una schifezza ma Toren tolti i difetti ha molto più intrattenimento da offrire che svariati titoli tripla A.


Il lato tecnico è infatti la sua unica pecca non voglio lesinare su questo difetto, Toren sfigurerebbe anche su PS3 e nonostante il suo essere solo digitale non ha scusanti se paragonato ad altri titoli presenti sul PSN che in meno spazio rendono di più.
Dico in meno spazio perché nonostante il titolo figuri come solo 2.3GB in realtà ha già una patch da altri 2.3GB che porta Toren a diventare quasi 5GB complessivi per risolvere i problemi e funzionare lo stesso davvero male.


Non mancano vistosi cali di frame rate che fanno andare lo scroll verticale a scatti e ci sono una quantità di imprecisioni nelle collisioni in quello che dovrebbe essere un titolo volto al platform e l'esplorazione che neanche i primi titoli 3D su PS One avevano, eppure mi piace un casino.


Infatti la bellezza segreta di Toren risiede nella sua anima sognante e nella narrativa semplice e coinvolgente, il ciclo eterno che si svolge nella torre con la battaglia tra Moonchild ed il drago portatore di oscurità riesce a far precipitare il giocatore in un mondo fantastico e misterioso come non succedeva dai tempi di Ico.


Le analogie con questo titolo sono molteplici e non si può negare che i ragazzi di Swordtales si siano ispirati ad uno dei capolavori della PS2, forse perché lo hanno amato da ragazzi, ma la struttura di gioco risulta più lineare e con meno enigmi.
Infatti sono pochi i segreti da scoprire, ma ci sono, e finire il gioco non è per nulla difficile cosa che pensarci bene è un po deludente.


Come dicevo prima il platform molto semplice e l'esplorazione la fanno da padrone ed i combattimenti sono relegati alle boss battle cicliche con il drago mentre si scala una torre che muta con la crescita ed il sacrificio del nostro alter ego.
Il fatto di essere da soli ricorda l'altro capolavoro di Ueda ma l'approccio è meno action e lascia Toren un sequel spirituale del Team Ico e non un semplice plagio.


La longevità è però scarsa ed ho finito il gioco in neanche due ore tralasciando solo qualche trofeo, il titolo però non ha un platino ed è un peccato, che si possono fare usando la selezione del capitolo o ricominciando da capo visto che il ciclo ricomincia ed i segreti consistono nel trovare i tre oggetti speciali che potenziano il personaggio e pregare anche nei due santuari opzionali per ristorare l'albero della vita.


Il design della torre e dei personaggi, così come l'ambientazione, sono stupendi e quindi mi spiace che la grafica non sia minimamente all'altezza ma nonostante i difetti dovuti al low budget il titolo brasiliano presenta quel non so che introvabile nei titoli commerciali e sono davvero soddisfatto dell'acquisto.


Era da tempo che non finivo un gioco in fretta ma con la gioia di farlo, l'altro titolo che mi ha dato questa sensazione è stato lo splendido The Order 1886, quindi vista la piccola spesa si può avere un gioco che basa la sua qualità sulle atmosfere e le sensazioni in una generazione che troppo spesso guarda solo il lato tecnico di un prodotto soffermandosi maggiormente sulla qualità dei poligoni che non su quello che compongono e cercano di trasmettere al giocatore.
Ritengo che Toren sia uno di quei giochi da provare per considerarsi davvero un videogiocatore, come l'ottimo Another World decenni dopo, quindi se amate i videogames e vi lamentate che su PS4 non c'è niente di bello provate questa esperienza onirica che come tutti i sogni è breve ma lascia qualcosa dentro.

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