Godzilla 2014 un film da rivalutare


Sarà forse il crescente tasso di sincronia con il Giappone, da cui ricevo splendidi modellini tra cui il Chibimaru Godzilla, ma ho deciso di ridare una possibilità al film di Godzilla del 2014 in questo weekend e forse con un occhio meno critico sono riuscito a godermelo maggiormente.
Il problema che avevo riscontrato tre anni fa era che le scene con Godzilla erano, e sono, strepitose mentre senza kaiju vari sullo schermo il film si ammoscia nella solita americanata da B-movie.


Dopo un inizio che strizza l'occhio ai classici film giapponesi creati da Eiji Tsuburaya con la genesi del mostro in stile calamità naturale, perché in pochi ricordano ed hanno visto l'originale del 54 dove il mostro si vedeva poco e tutto giocava sulle atmosfere horror fantascientifiche con i poveri umani alle presi con una catastrofe inarrestabile.


Dicevo che strizza l'occhio perché subito dopo Godzilla scompare ed arriva un altro kaiju a creare casino in una centrale nucleare in Giappone, gestita da occidentali per il concetto che così sono extracomunitari sottopagati, e quello che sembra il protagonista nonché l'unico che non crede all'incidente è Bryan Cranston nei panni di Joe Brody.


Peccato che oltre a prevedere il risveglio del mostro l'arrivo del suo predatore naturale, Godzilla, mentre prepara metanfetamine per finanziare i suoi studi, o forse quello era un altro telefilm, il nostro eroe muore in un incidente causato dal risveglio del mostrillo ciucciaradiazioni e passa il testimone da protagonista al figlio cresciuto.
Quindi Ford Brody, interpretato da Quicksilver Aaron Taylor-Johnson prima delle dosi di steroidi dell'hydra, prende in mano la situazione ed il film decolla verso il basso diventando l'ennesimo disaster movie americaneggiante che ruota intorno al protagonista ma non a Godzilla.


Il comprimario umano, perché è questo che sono tutte quelle piccole figure che urlano e si spostano al passaggio dei kaiju, per fortuna svanisce nell'ultima parte del film mostrando invece i mostri che si menano e ciò risolleva il morale dello spettatore.
E' lo stesso concetto di Pacific Rim dove l'ignoranza sopperisce alla mancanza di trama e personagi credibili ed utili, alla fine il non sacrificio di Brody nell'esplosione finale non serve ad una mazza, ma per fortuna c'è Godzilla a tirare pattoni.


E' buono, ci vuole bene, lo ha fatto per noi? Sono quesiti superflui quando Godzilla volta le spalle all'umanità e torna negli abissi e nonostante il finale buonista per la famiglia Brody a parte il povero Joe ed i milioni di morti in giro tutto è bene quel che continua in un sequel che vedrà Godzilla affrontare il King Kong di Skull Island.
Rivederlo dopo tanti anni, questa volta con il potere del raggioblu, non ha migliorato le scene inutili da film americano patriotico ma devo ammettere che quei pochi minuti di mostri che sfasciano tutto basta a renderlo guardabile, certamente meglio del film 1998 con Jean Reno e del videogioco per PS4, quindi alla fine passa il test nell'attesa che Hideaki Anno rovini tutto con i suoi patemi esistenziali ed i problemi con i genitori.

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