Mecha Colle Mazinger Z - un Mazinga old but gold



Oggi mi sento particolarmente nostalgico dato che sto aspettando l'arrivo della remastered di Shenmue e quindi post dal sapore vintage con un model kit che nonostante l'età è ancora un bel pezzo di babbaccetto.
Si tratta del Mecha Collection di Mazinger Z, perché agli albori la serie proponeva i robottoni degli anni 70 con un inner frame "meccanico" a differenza dei semplici plastic model visti in precedenza, così questa piccola meraviglia del pasato viene ristampata tutt'ora da Bandai e nell'ultimo giro sono riuscito a metterci le mani sopra.


La confezione come quella del Getter 1 che avevo già montato ad occhi inesperti può sembrare povera ma pensare che al tempo c'era già lo sprue multicolor fa capire quanto i giapponesi amino Mazinger Z e lo venerino.




Effettivamente di modellini in plastica ne esistono davvero pochi, ci sono i Jumbo costosissimi ed inamovibili, ma si può dire che questo è ancora adesso il top per il design classico.
Certamente non sarà mai come un Soul of Chogokin ma con qualche ritocco ed un po di colore si può migliorare parecchio.


Infatti il Pilder è un piccolo gioiellino con le ali pieghevoli che si innesta realmente sulla testa di Mazinga ed anche questa è una gran cosa per l'epica.
Purtroppo la qualità delle plastiche non viene molto aggiornata, per tenere il prezzo contenuto come all'epoca, e quindi quelle rosse come in questo caso sono abbastanza scadenti.





La testa però ha il suo fascino ed una volta inscurite le fessure rende davvero bene anche se gli occhi sono adesivi e magari con un po di colore metallizzate rendeva meglio ma per adesso ho voluto montarlo a secco il più possibile e ritoccare solo i punti indispensabili.




La gioia dell'inner frame per per il torace viene un po smorzata dai perni con viti e bulloni ma ciò assicura una migliore stabilità al pezzo.


Coprendo lo scheletro con le placche si ottiene pancia e collo del gigante di ferro ideato da Go Nagai e che ha ormai un posto speciale nel mio cuore sin dai primi ricordi che ho dei robottoni.
Questo velo mistico aumenta notevolmente il piacere di montare con le proprie mani Mazinger Z e dettagli solo abbozzati come le linee sul torace sono una gioia per i miei occhi.



Chi non ha questo amore spasmodico per Mazinga Z forse non ci vedrà questo splendido model kit che sto descrivendo e le parti in gomma sagomata effettivamente non sono il massimo ma accentuano la mobilità del modello anche se spesso non stano dritte.





Ciò è un problema soprattutto sulle spalline gommose che lasciano intravvedere un po troppo la struttura sottostante e spesso si inclinano e vanno rimesse dritte per non far sembrare che abbia la canotta storta.


Il risultato finale però è più che apprezzabile e quindi anche qui chiudo un occhio perché Nagai è sempre stato molto elastico con i suoi robottoni e certe pose con le spalle rigide proprio sono impossibili.


Le gambe hanno dei dettagli che non ci sono mai stati secondo la mia memoria ed i video dell'internet ma che rendono bene e quindi li ho pannellati con il marker capillare per renderli belli visibili.



Anche in questo caso i piedi in gomma non convincono molto dato che l'equilibrio resta precario ma quel design così arrotondato all'epoca era difficile da realizzare senza errori e probabilmente la gomma era la scelta migliore.


Diciamo che tra le mie mani fa la sua porca figura con quel senso di vintage che lo pervade e quindi anche con poche rifiniture lo trovo bellissimo.
Ma non è ancora finita e ci sono delle piccole sorprese anche se una è molto giappominkia ma all'epoca lo avevano quasi tutti i model kit per ragazzini.



Parlo naturalmente del famigerato pugno a molla da sparare per simulare il rocket punch e che funziona dannatamente bene quindi al primo tentativo per vedere se era montato bene stava per finire nell'infinito.
Fortuna che la mia stanza è piccola ed è subito stato ritrovato, si tratta di un pezzo di braccio sostitutivo che lancia l'involucro con un terzo pugno sacrificando lo snodo al gomuito per mettere il grilletto.



Poi c'è il Jet Scrander che nel suo piccolo rende davvero bene con gli adesivi metallizzati per la chiusura e l'agganciopoco invasivo sulla schiena del Mazinga.


Le ali possono stare solo in alto, non è possibile fare pose di volo con le ali basse, e non ha nessun tipo di attacco per le basette.


Così come non ha perni il Mazinger Z però sta abbastanza in piedi anche con lo Scrander attaccato e fa decisamente una figura migliore.
Grazie all'inner frame il modellino è abbastanza rigido da sopportare il peso ed averlo in mano da una sensazione di pienezza appagante.
Se amate Mazinga dovete averlo, è semplice da costruire ed abbastanza economico, quindi è un must per gli appassionati e non potevo esimermi dall'averlo in colleizone con altri mitici super robot vintage.

Commenti