Le cronache dell'assassino del re


Si torna a parlare di libri e di buon fantasy in questo blog, dopo l'exploit del racconto L'ultimo Negromante eccomi a parlare invece di una serie poco conosciuta, che ho scoperto grazie al consiglio di un amico, e che merita davvero di essere letta.

La Pietra Miliare, una locanda come tante, nasconde un incredibile segreto. L'uomo che la gestisce, Kote, non è davvero il mite individuo che i suoi avventori conoscono. Sotto le sue umili spoglie si cela Kvothe, l'eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Il locandiere ha attirato su di sé l'attenzione di uno storico, che dopo un lungo viaggio non privo di pericoli e avventure riesce a raggiungerlo e convincerlo a narrare la sua vera storia.
Il nostro eroe muove i suoi primi passi a bordo dei carri degli Edema Ruh, un popolo di attori, musicisti e saltimbanchi itineranti che, nonostante le malevole credenze popolari, si rifanno a ideali nobili e tengono in gran conto arte e cultura. Kvothe riceve i primi insegnamenti dall'arcanista Abenthy, e viene poi ammesso all'Accademia, culla del sapere e della conoscenza. Qui egli apprenderà diverse discipline, stringerà salde amicizie e sentirà i primi palpiti dell'amore, ma dovrà anche fare i conti con l'ostilità di alcuni maestri, l'invidia di altri studenti e l'assoluta povertà; vivrà esperienze rischiose e incredibili che lo aiuteranno a maturare e lo porteranno a diventare il potentissimo mago, l'abile ladro, il maestro di musica e lo spietato assassino di cui parlano le leggende. 


La saga creata da Patrick Rothfuss nel 2007 è sbarcata da noi l'anno successivo grazie a Fanucci con Il nome del vento per poi aspettare una ristampa nel 2011 con l'uscita del secondo libro La paura del saggio e svanire sino al 2015 dove sono stati ristampati entrambi ma del terzo libro non c'è ancora traccia visto che Rithfuss deve ultimarlo anche in America.


La cosa particolare della narrazione di queste cronache è che le parti al presente sono narrate in terza persona singolare mentre il passato di Kvothe è raccontato in prima persona e per certi versi mi ha ricordato intervista col vampiro.
Questo strano racconto di un locandiere riserva molte sorprese al cronista Loches ma anche al lettore che pagina dopo pagina è sempre più risucchiato nella storia.
Devo dire che mi ha preso molto e sia l'ambientazione, ricalcata sull'Europa feudale che i personaggi sono molto accattivanti e ben delineati.
Insomma questi due libri sono da leggere assolutamente per chi ama il fantasy e vuole leggere una storia di qualità.

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