Il numero della bestia


Siamo sul pianeta Terra. Ma quale Terra? Siamo nel nostro universo. Ma quale universo?
Jacob J. Borroughs, scienziato appassionato di science fiction classica è arrivato alla conclusione che esiste un numero imprecisato di universi e che dentro questi universi esiste un imprecisato numero di pianeti. Per questo motivo ha inventato la macchina del tempo, piccolo portentoso meccanismo che trasporterà lui, l'affascinante moglie, la bellissima figlia e l'aitante genero attraverso infiniti mondi. Ma anche i Black Hats, gli alieni, lo sanno e lo inseguono. 


Riguardando la sezione libri, dove recensisco e parlo dei libri che mi piacciono ed ho letto, ho notato una grave mancanza, non ho ancora parlato di Heinlein uno dei miei autori di fantascienza preferiti.
Ecco dunque che dopo una visita al Libraccio dove ho recuperato questa piccola perla, scritta negli anni 80 e non ancora ristampata, colgo l'occasione per parlare di lui.
La fantascienza di Heinlein è molto più di un semplice racconto, parla di tematiche umanistiche ed affronta problemi sociali, quindi non a tutti i lettori può piacere ma questo libro è un buon compromesso e forse per questo non il migliore dell'autore.
Il numero della bestia è pieno di citazioni, i nomi Dejah Thoris, Burroughs e Carter sono espliciti riferimenti ai John Carter e Dejah Thoris, i protagonisti dei romanzi di Barsoom (Marte) di Edgar Rice Burroughs.
Il ritmo nonostante le circa 500 pagine è scorrevole e anche se gli stereotipi sono sempre dietro l'angolo è una lettura consigliata, peccato che sia difficile reperirlo.
Personalmente l'ho trovato interessante e con quel gusto del nonsense e dell'improbabilità tipica dei romanzi di Adams che apprezzo molto e farà storcere il naso a chi voleva una trama più politica.
Insomma un bel libro di un grande autore che arricchisce la collezione della mia libreria ma soprattutto arricchisce me con una nuova grande storia.

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